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UGO FOSCOLO

Ugo Foscolo nacque nel 1778 a Zante, isola greca dello Jonio, da Andrea, un medico veneziano in servizio presso l'ospedale militare di Spalato, e dalla greca Diamantina Spathis. Morto il padre, si trasferì con la famiglia a Venezia, presso una zia materna. A Venezia si inserì nell'ambiente intellettuale, frequentando il salotto della contessa Isabella Teotochi Albrizzi, della quale si innamorò. Venne influenzato dalle idee libertarie e rivoluzionarie che giungevano dalla Francia e le propagandò con l'ardore del suo temperamento appassionato, tanto che, caduto in sospetto del governo della Repubblica, dovette rifugiarsi per qualche tempo a Teolo, sui Colli Euganei.

La conquista dell'Italia settentrionale da parte di Napoleone, che pareva venuto a portare libertà, uguaglianza, fraternità, lo esaltò tanto che la delusione provata quando Buonaparte stipulò con l'Austria il trattato di Campoformio (Lombardia alla Francia, la libera Repubblica di Venezia all'Austria) fu terribile. Per non sottomettersi agli Austriaci si trasferì a Milano, dove conobbe il Parini e il Monti, poi fu a Bologna; svolgeva intanto intensa attività giornalistica e saggistica. Quando si formò la seconda coalizione antifrancese combattè per Napoleone, col grado di capitano; al termine della guerra fu in Toscana, dove s'innamorò di Isabella Roncioni.

Tornato a Milano, si diede alla vita mondana e si innamorò della contessa Antonietta Fagnani Arese. Nel 1808 ottenne la cattedra di eloquenza all'Università di Pavia. Passava, intanto, da un amore all'altro (Marzia Martinengo, Francesca Giovio, Maddalena Bignami, Quirina Mocenni Magiotti). Alla caduta di Napoleone fuggì in Svizzera, ma dovette allontanarsi perché gli Austriaci (tornati in Lombardia) ne chiedevano l'estradizione. Nel 1816 si recò a Londra, dove la fama delle sue opere era giunta e dove fu ben accolto dalla società intellettuale. Collaborò a giornali e riviste.

Dal 1822 visse con la figlia Floriana (che era nata da una relazione avuta nel 1805 in Francia con una ricca signorina inglese, Fanny Emerytt); col denaro di cui la figlia disponeva grazie all'eredità materna, il Foscolo fece costruire e arredare una lussuosa villa, il Digamma Cottage, che ben presto dovette abbandonare, per l'impossibilità di mantenerla. Colpito dall'idropisia (malattia provocata dal cattivo funzionamento dei reni e del sistema circolatorio: il malato si gonfia di siero nei tessuti e nell'addome) e privo di risorse, si trasferì a Turhnam Green, un villaggio alla periferia di Londra, dove morì. Fu sepolto nel cimitero di Chiswick; nel 1871 le sue spoglie furono trasferite nella chiesa di Santa Croce a Firenze, che egli aveva celebrato nel carme Dei Sepolcri.

Opere: (in versi) Odi, sonetti, Dei Sepolcri (carme), Le Grazie (poemetto), Tieste, Aiace, Kicciarda (tragedie); (in prosa) Ultime lettere di Jacopo Ortis (romanzo epistolare), Delle origini e dell'ufficio della letteratura (discorso-saggio), Saggi sul Petrarca (saggio critico), Viaggio sentimentale di Lorenzo Sterne (traduzione dall'inglese).