MaterialeScuola.com
 
 
ELEMENTARI
MEDIE
DOCENTI
ISTITUTI PRIVATI
     
 

I numerosi episodi di intolleranza razziale pur essendo nel duemila sono contemplati dai giovani.

 

Fiumi di sangue sono stati versati, diritti di uguaglianza sono stati conquistati, eppure ancora nel duemila si continua a parlare di razzismo e assistiamo a fenomeni di intolleranza razziale; si presenta ai nostri occhi, in tutta la sua crudeltà, la cosiddetta xenofobia.

In particolare questa nuova violenta ondata è scaturita dalla sempre più massiccia migrazione di soggetti provenienti da Paesi come l'Albania, la Bosnia dilaniate dalla guerra e dalla fame e dai Paesi del Terzo Mondo, nei Paesi industrializzati.

Inizialmente tale migrazione era costituita prevalentemente da gente di colore, proveniente da Senegal, Costa d'Avorio, Somalia; ma con l'inizio delle rivoluzioni e delle guerre, alcune delle quali ancora in corso, in alcuni Paesi oppressi tale migrazione ha investito anche popolazioni di razza bianca che si sono riversate nelle nostre città in maniera massiccia.

Ed ecco, quindi, spuntare ad ogni angolo di strada l'omino munito di secchio e spugna che vuole a tutti i costi lavare i vetri della nostra automobile; quello che ci propina dai fazzolettini di carta agli accendini. Ognuno inventa qualcosa per ritagliarsi il suo spazio nel caos metropolitano. Le nostre città sono piene di "vù cumprà".

Questa presenza massiccia ha sconvolto i già fragili equilibri delle città europee, le cui popolazioni indigene hanno cominciato a ribellarsi.

Le manifestazioni più violente di intolleranza si sono avute in Germania, dopo la caduta del Muro di Berlino, dove sono rinati i naziskin.

I naziskin sono giovani dalla testa rasata con predisposizione alla violenza, aderenti a movimenti politici di ispirazione prevalentemente nazionalsocialista che per distinguersi, appunto, si rasano il capo ed indossano giubbotti, bretelle e stivali.

AI grido di " La Germania ai tedeschi" i neo-nazisti danno la caccia a tutti gli stranieri presenti nel Paese e chiedono che vengano rimandati nei loro Paesi di origine.

Episodi del genere si sono verificati, tuttavia, anche in altre città come, per esempio, a Firenze.

Alla luce di questi fatti ci si chiede come sia possibile fondare un'Europa unita se non si riesce a ridimensionare le nascenti spinte nazionaliste dei vari stati membri.

In un mondo come quello che ci si presenta alle soglie del duemila, detto anche "Villaggio Globale", fenomeni come questi sembrano anacronistici ed insostenibili.

Tuttavia bisogna prendere atto del fatto che alcuni di questi episodi non scaturiscono da razzismo vero e proprio, quanto dall'esigenza di difendere il proprio spazio in un momento in cui di spazio ce n'è poco per tutti.