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E' sempre più attuale il problema della difesa dell'ambiente, il candidato illustri i fatti e i punti di vista

 

L'uomo continua a saccheggiare e a devastare le i natura senza riflettere che così facendo provoca la distruzione dell'ambiente di cui egli stesso ha bisogno per sopravvivere. Da sempre, per adeguarla alle proprie esigenze, alle esigenze del progresso, l'ha sacrificata.

L'aria che respiriamo è inquinata, il mare è inquinato: i gas delle automobili e i rifiuti industriali stanno distruggendo il nostro ecosistema.

E' il prezzo da pagare al progresso, come dire "vita mia, morte tua".

Ma l'uomo non può permettersi di disinteressarsene perché poi sarà lui a morire.

Ricordiamo alcuni dei più recenti disastri ecologi ci degli ultimi anni.

Nel luglio del 1976 una nube di diossina fuoriesce da uno stabilimento chimico a Seveso, in provincia di Palano. Questa causò la morte di moltissime persone e arrecò danni irreversibili a moltissime altre.

Negli anni Settanta due petroliere naufragare no nel mare del Nord, riversandovi il greggio che trasportavano.

Circa duecentomila persone rimasero uccise nel dicembre 1984 a causa di una nube tossica fuoriuscita da un impianto della multinazionale americana "Union Cardine" in India.

L'esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, nell'aprile 1986, coinvolse l'Europa intera.

Numerosi sono stati ancora gli incidenti con materiale radioattivo, nonché cadute di greggio in mare e incendi che hanno contribuito in misura considerevole all'inquinamento e alla deforestazione.

La deforestazione è un'altra diretta conseguenza del progresso e causa di ulteriore inquinamento: l'uomo ha bisogno di legno e di spazi sempre più ampi e così non esita a spazzare via tutto quanto gli è di ostacolo.

Il bisogno crescente di abitazioni dovuto all'incessante aumento demografico non lascia spazio ad isole verde.

L'effetto serra è diretta conseguenza di tutto ciò: la deforestazione, unita alla combustione di carbone fossile, di petrolio, di metano fa sì che la quantità di anidride carbonica aumenta e, intrappolando il calore, crea una specie di cappa di vetro, il che da luogo ad un anomalo aumento della temperatura.

Non è che la miccia che innesca un meccanismo di distruzione a catena.

Altra conseguenza dell'inquinamento dilagante del nostro pianeta è la distruzione dello strato di ozono, un gas che circonda il globo terrestre proteggendolo dai raggi ultravioletti del sole.

Di qui il consiglio, sempre più sentito, di non esporsi al sole o comunque di esporvisi sempre con adeguate protezioni e solo in alcune ore del giorno.

L'uomo a poco a poco si sta rendendo conto del disastro che ha combinato; ma come porvi rimedio? L'unico modo possibile sembra essere la rinuncia al progresso, quindi il regresso; ma questo è utopistico.

E' solo auspicabile che ognuno, nel proprio piccolo, rinunci al superfluo, contribuendo, seppur minimamente, ad una migliore conservazione di questo nostro ecosistema che ci da la vita.