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Dante: l'atmosfera del Purgatorio si manifesta sin dai primi versi ben diversa da quella dell'Inferno.

 

Se l'Inferno è il regno delle tenebre e della disperazione, con pianti ed imprecazioni, con odi ed inganni, il Purgatorio è il regno dell'aria aperta e luminosa, della concordia, della pace, della speranza: concordia di voleri non più divisi nella caccia dei beni terreni ma uniti nell'acquisto di quel bene che, per essere in più a possederlo, non scema, anzi moltiplica.

E' indubbio che ne! Purgatorio ci troviamo di fronte ad un altro mondo, diverso da quello dell'Inferno, non tanto come configurazione, ma come sentimento: diverso è infatti lo stato d'animo di chi è ancora immerso nelle passioni umane e di chi invece, già staccatosi dal male, intraprende faticosamente la via dell'ascesa spirituale.

E' naturale che a questa differenza di sentimento corrisponda anche un tono poetico diverso; scompare l'aggressività e la passionalità, per lasciar posto ad un sentimento pacato, ad una sensibilità più attenuata, ad uno stato d'animo più morbido, ad affetti più dolci e temperati.

A rendere più evidente lo stato psicologico delle anime contribuisce il paesaggio, così diverso da quello infernale, così legato alla poesia della cantica, per cui non potremmo distinguere personaggi e situazioni da quel monte solitario, dalle sue albe, dai suoi tramonti, che accentuano il carattere di malinconia.

Già nei primissimi versi noi sentiamo di trovarci in un clima più libero e gioioso: nell'immagine della navicella che alza le vele per correre di più e lasciarsi alle spalle la crudeltà; c'è già qualcosa di festoso e di trionfale, proprio di chi sta per spiccare il volo verso regioni più libere e più piacevoli. Scompare lo squallore della morte e la vita riappare con la sua gioia.

Dopo le lunghe tenebre dell'Inferno, le prime impressioni sono visive, Dante può guardare avidamente l'azzurro cupo del cielo, ed in questo scenario mirabile compare la figura solitaria di Catone.

Catone è la figura in cui il poeta attua uno dei lati del suo ideale etico: la rigida rettitudine, l'adempimento dell'alto dovere, che sembra non possa adempiersi, né operare sugli altri, affinchè a loro volta lo adempiano, senza l'abito ritroso e alquanto diffidente di chi vigila sempre su se stesso e su gli altri.

Come è diversa rispetto all'Inferno l'atmosfera che nel Purgatorio circonda i pellegrini!

"L'Inferno pare senza spazio; il Purgatorio pare tutto spazio". (Momigliano).