MEDIE
ISTITUTI PRIVATI
 

 

 
 

Tipi di testo

 

Esistono molti tipi di testo a seconda degli scopi che il messaggio si propone di raggiungere. Si possono individuare cinque grandi categorie testuali:

•  testo narrativo

•  testo descrittivo

•  testo informativo

•  testo argomentativo

•  testo regolativo

Ciascuna tipologia a prerogative sue proprie che permettono di distinguerla dalle altre. Nella comunicazione pratica è molto importante saper riconoscere con sicurezza i diversi tipi di testo, questa capacità dovrebbe garantirci contro il rischio di costruire testi non adeguati.

LA LISTA

E' un genere di scrittura destinata ad una lezione privata quindi quello che conta non è ovviamente la correttezza linguistica o l'eleganza ma piuttosto il effetto ordinatore e organizzativo. Quando una lista di impegni è destinata a terze persone, la sua razionalizzazione da parte di chi scrive diviene indispensabile, quindi la lista che è una scritto ha inizialmente priva di strutturazione, tende a trasformarsi in caso, in un testo vero e proprio, dotato di coerenza tematica e visione linguistica . Le liste possono essere disposte orizzontalmente o verticalmente, questo ultimo tipo è visivamente più efficace, perché isola dello spazio i singoli elementi dell'elenco.

TESTI REGOLATIVI

Contengono norme, prescrizioni, istruzioni, regole di comportamento o d'uso. Come destinatari, tendiamo a valutarne la qualità a base della chiarezza con sono formulati: possiamo apprezzarli quando sono esaurienti o infuriarci quando sono difficili da decifrare. Dato che si tratta di messaggi che spingono il destinatario a comportarsi in un certo modo la caratteristica più appariscente è il tono imperativo che a livello testuale si realizza con l'uso di forme verbali quali:

•  infinito

•  imperativo, sia alla seconda persona singolare (questa formulazione è la più dirette vincolante in cui il destinatario si sente personalmente chiamato in causa) che alla seconda persona plurale (si rivolge una pluralità di destinatari, si tratta di una formulazione molto di usa che conferisce al testo una parvenza di rapporto interpersonale)

•  presente indicativo in costruzioni impersonali, questo tipo di testo comunica direttamente al destinatario, quindi attraverso una constatazione e non un comando che una certa operazione si deve fare così

•  congiuntivo esortativo, è una formula poco usata e ha un sapore un po' vecchiotto.

Un caso particolare è costituito dal dell' indicativo futuro. Lo si può trovare in frasi tipo “ impasta la farina con il burro: avrai cura che non si formino grumi”. Dato che nella lingua italiana non esiste l'imperativo futuro in queste frasi viene usato in sua vece l'indicativo in modo da sottolineare che nelle indicazioni impartite c'è una sequenza da rispettare.

 

TESTI INFORMATIVI

Contengono prevalentemente informazioni, dati notizie e conoscenze. sono caratterizzati da taglio prevalentemente obiettivo dell'esposizione, ossia dall'assenza di commenti e valutazioni da parte di chi li redige. Il testo è nativo è per sua peculiare caratteristica orientato contesto ovvero la realtà che ci circonda. Per riconoscere un testo informativo correttamente formulato, possiamo estendere una norma coniata dal giornalismo anglosassone, nota come la regola delle cinque wh- : un articolo è ben costruito e risulta efficace se informa chiaramente che casa è accaduto (what?), quando(when?) , dove (where?), a chi (who?), e perché (why?). L'ordine degli elementi può variare ma tutti cinque devono essere presenti già nella parte iniziale dell'articolo.

TESTI DESCRITTIVI

Le descrizioni costituiscono attraverso le parole l'immagine di un oggetto. Sono regolate categorie spaziali e sensoriali, a differenza dei testi narrativi che si basano invece criteri temporali. Le descrizioni possono essere soggettive (in cui il coinvolgimento emotivo dell'autore condiziona anche la scelta dell' aggettivazione) oppure oggettive (condotte in modo distaccato e si prefiggono come scopo principale quello di progetto così come appare). In assenza dell'oggetto la descrizione permette di formarsene un'immagine mentale , in presenza dell'oggetto è preziosa per chi guida lo sguardo e l'attenzione facilitando il processo conoscitivo. quando la selezione degli elementi descrittivi privilegia intenzionalmente alcuni aspetti dell'oggetto e ne tralascia altri non meno importanti, il risultato è una descrizione parziale. Tipici prodotti di questo atteggiamento sono i messaggi pubblicitari. Particolarmente delicato è il caso in cui l'oggetto descritto, che si vuole in qualche modo promuovere ponendolo in una luce per quanto possibile positiva, sia l'autore stesso della descrizione: è quanto accade tutte le volte che si invia il proprio curriculum vitae.

 

TESTI NARRATIVI

Sono testi scritti o orali in cui un narratore racconta una storia. Le caratteristiche del testo narrativo , quelli che permettono di identificarlo in quanto tale, sono tre:

•  La presenza di personaggi che dialogano tra loro, che agiscono ed esprimono pensieri;

•  l'organizzazione è il collegamento tra loro di azioni, pensieri, dialoghi in sequenze di eventi lungo la parabola e da una situazione iniziale conduce a una conclusione della vicenda;

•  la finalità, l'intendimento da parte dell'autore di comunicare.

La narrazione non va identificata totalmente con il romanzo o una novella ma si estende alla comunicazione di massa, alla letteratura di consumo, al cinema, alla pittura. Il testo narrativo si regge su una trama termine che deriva dal linguaggio tessile, perciò colui che inventa una storia e la racconta può essere visto come un tessitore che incrocia i fili e comincia a tesserli. Non è un caso che la parola testo derivi da textus “tessuto” , sviluppi cioè un'immagine nota per indicare il gioco di intreccio cui le parole che costituiscono un'opera sono viste. I materiali si serve lo scrittore per elaborare la narrazione è la fabula. La fabula è l'insieme dei fatti e intuiscono la narrazione considerati secondo l'ordine cronologico e il lettore può ricostruire a posteriori. È il materiale fondamentale della storia, sul quale lo scrittore ha lavorato. L'intreccio, invece, è insieme degli eventi narrati secondo l'ordine sono presentati nell'opera, a prescindere dai loro rapporti causali e temporali. L'intreccio è più complesso della storia della sua successione cronologica proprio perché riguarda l'organizzazione dinamica degli elementi del racconto. La sequenza primaria è successione estremamente lineare. Ci sono dei tempi che sono narrativi per eccellenza, e si sono:

•  l'imperfetto, che comunica il senso di un'azione che si svolge con lentezza

•  il passato remoto che determina l'azione, cioè la svolta narrativa

•  il trapassato prossimo che esprime una situazione o un'azione duratura nel tempo

•  il condizionale passato che esprime il futuro nel passato

tutti questi tempi elencati generalmente prevalgono nei testi narrativi.

 

TESTI ARGOMENTATIVI

argomentare significa proporre i ragionamenti che hanno come scopo principale quello di convincere l'interlocutore interlocutori ai quali ci si rivolge. L'argomentazione mette in campo un complesso di ragionamenti stranamente collegati tra loro allo scopo di convalidare o confutare una crisi. L'arte dell'argomentazione affonda le radici nella Retorica e negli Elenchi sofistici di Aristotele.

Il proposito principale di un testo argomentativo è quello di persuaderle per poter far accettare nuovi tesi, attraverso argomenti più o meno forti la cui natura non è solamente formale. In altre parole, chi argomenta deve avere presente il suo interlocutore perché l'influenza dei suoi ragionamenti sarà tanto più efficace quanto più terrà conto anche gli aspetti psicologici del destinatario. L'argomentazione ha come scopo principale quello di suscitare o di accrescere l'adesione di un uditorio alle tesi che si vogliono far approvare. Per fare questo è necessaria una buona conoscenza del proprio destinatario, infatti non ha senso e non cominceremo mai nessuno se parliamo di qualcosa di assolutamente sconosciuto. Lo scopo dell'argomentazione infatti non è solo quello di ottenere un'adesione ma è molto spesso quello di incitare all'azione o disporre all'azione. Un aspetto da non sottovalutare è quello quantitativo, non è la stessa cosa indirizzare un discorso ad uditorio formato da poche persone e pulire un discorso indirizzato ad un vasto uditorio. Nel primo caso abbiamo un ambito variegato di eventi concreti a cui appoggiarci, secondo caso dobbiamo muoverci necessariamente su un piano generale. Saper argomentare è un segno di maturità etica oltre che intellettuale perché significa sapersi esporre anche alla critica, e quindi pensare alla critica come qualcosa di costruttivo e non punitivo argomentare significa anche indicare, elaborare, e difendere le proprie convinzioni, questo però non avviene negli elaborati scolastici dove generalmente lo studente tende a adeguarsi alle idee del destinatario cioè Dante. Ci sono diverse tecniche argomentative a seconda dei casi:

•  si può far leva su un argomento e scomporlo in tutti i suoi aspetti per poi trarne una conclusione

•  si può ricorrere all'analogia vale a dire ai rapporti di somiglianza e affinità di due o più cose fra loro per poi sviluppare nuove relazioni

•  ci si può basare su argomenti pragmatici che consentono di valutare i fatti in funzione delle loro conseguenze.